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I Worship Factory sono, o meglio erano, un
fantastico gruppo melodic death metal con influenze gothic. Perché mi
sono corretto e ho usato il verbo erano?, perché anche loro, come i
rimpianti Vaakevandring, hanno abbandonato inspiegabilmente la
scena dopo un Ep straordinariamente bello. La line-up era composta da:
Lasse Läntelä (voce), Iikka H. (chitarra), Jari K. (batteria), Voitto
Rintala (basso) e Markus Laakso (violino). L’Ep in questione si compone
di tre pezzi, comprendenti anche un intro (Flows of Eden)
e un outro (Rising of realms).
La prima traccia, Colours, è introdotta da un
arpeggio di chitarra che crea un’atmosfera gothic molto cupa. Atmosfera
che verrà ripresa un paio di volte all’interno della canzone. Da
sottolineare il growl di Lasse, davvero passionale. Track numero due è
Echoes of mourning, un pezzo death accompagnato dai colpi
di una vigorosa doppia cassa. Questa volta il singer si esibisce anche
in un ottimo screaming. Con Colours of creation si
conclude l’Ep, ed è proprio in quest’ultima canzone che si assaporano
meglio quegli elementi gothic sinfonici che hanno reso particolare il
loro sound. Da evidenziare le parti di violino e il growl questa volta
più profondo, molto gutturale. Le lyrics, come fa intendere il loro
monicker (Worship Factory = fabbrica di lode), hanno come tema la
lode a Dio attraverso la Sua creazione, attraverso appunto i "colori"
della creazione.
Raramente una band riesce a ottenere un’alta qualità del
suono in un Ep di debutto. Bene, loro sono riusciti anche in questo,
nessuno strumento prevale sugli altri e il suono è veramente nitido.
Resta l’amaro in bocca per il semplice fatto che dopo il debutto, il
gruppo si è sciolto e non è stato più prodotto altro. E’ un vero
peccato, perché le potenzialità per fare un full-length di altissima
qualità c’erano già tutte, ma dobbiamo accontentarci di questo quarto
d’ora, comunque di ottima musica!
Daniele Fuligno |