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"X-Propagation literally means 'Christ Propagation'.
X is the greek letter 'chi' which is the first letter in the greek
spelling of Christ. Over the centuries, X has become an (un)acceptable
shortform of Christ". Così la two men band, autrice di quest'unico
lavoro, esplicita il significato del proprio monicker. La predicazione
di Cristo è dunque curiosamente attuata da Brent Stackhouse e Byron
Payne attraverso le imprevedibili sonorità industrial. Affascina senza
dubbio, sin dal primo impatto con questo "Conflict", la splendida
front cover adornata di elaborati caratteri gotici sul superbo sfondo di
un lavoro del grandioso pittore romantico Gustave Dorè, il quale diede
forma grafica, nelle sue innumerevoli tele seppiate, anche alla Divina
Commedia: e qui possiamo proprio ammirare, anche noi come Dante
estasiati, un episodio del Paradiso. Non credete però di trovare
sublimazioni gotiche o ieraticità doom in questo disco: mai copertina è
stata infatti tanto ingannevole! Suoni di synth, effetti distortivi,
rade chitarre, drumming ritmati e tanta (troppa...poi de gustibus)
techno sono in realtà il sound degli X-Propagation.
Ad introdurci in questo inquieto mare elettronico è
Heads up, techno ed indusrial con anfratti oscuri, sempre
molto vario; il metal è presente solo nel finale. Trust
ammassa effetti sintetici deliranti con una buona batteria: appaio le
chitarre distorte ma anche un contorto caos vocale. Conflict
è l'episodio più metal del platter e quasi sorprende nel contesto la
presenza di una distinta linea melodica, presente a dire il vero, anche
se meno accentuata, nella subentrante Unity,
caratterizzata questa da un violento ma monocorde drumming. Un intreccio
di tante voci su un mero sound industrial è We believe,
vociare che diventa invasivo, anche con la presenza di fanciulli, nella
techno Lover, dove riecheggia costante la professione di
fede "Jesus is the King". Con Three equals one, song
trinitaria, torniamo su lande industrial. Forgive us è
ancora techno ma lo stesso oscurissima con grida ed inserti horrorifici,
Peace invece la traccia più elaborata e psichedelica della
list. Conclude questi 47 minuti la rammsteiniana (almeno in parte, ed
ante litteram) Cybernation contenente un simpatico effetto
di folla acclamante che viene ringraziata per la presenza ed il calore
negli ultimi istanti del disco.
"Conflict" è dunque un album industrial sì,
ma molto più orientato verso il techno che verso il metal, per cui
sapete a cosa andate incontro. Se piace il genere è un buon album, ma se
siete old-school metallers il virgiliano "non ragioniam di lor, ma
guarda e passa" è un ottimo consiglio.
Valerio Mei
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