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Il trio statunitense è, ma soprattutto era, conosciuto come la versione
cristiana degli AC/DC. Tre sono gli album che compongono la discografia
del combo: "Get It" e il nostro "Peace Treaty"
risalgono a fine anni ottanta inizio novanta, il periodo di forte
sviluppo del white in campo AOR, hard rock e heavy, mentre l'ultimo
è molto tardo, "Loud & Proud" data infatti 2001. Circa 45
minuti di apprezzabilissimo hard rock dalla produzione molto pulita
e dalla sapiente tecnica strumentale ci offrono il singer Rex Scott,
il batterista Michael Buckner ed l'axe-man Greg Bishop.Rumori di
strada, uno strano dialogo, ed ecco sopraggiungere la batteria e la
chitarra distorta. La voce di Rex Scott è acuta ed appassionata e si
alterna con piccoli cori, la ritmica è piuttosto blanda; stravagante vociare
e "sgasate" di moto! Era l'opener Peer pressure. Il
disco prosegue con Rollin' thunder dove il sound ed il
timbro vocale si fanno leggermente più aggressivi: la lead guitar si
ritaglia spazi per mettersi in evidenza ed i cori sono sempre
presenti, ma l'aspetto più interessante sono i continui cambi di
intensità vocale del singer che mettono in luce ottime proprietà
tecniche. Curioso è l'inizio di We need love con
effetti elettronici ed un'andatura cadenzata e dove la voce acuta si
divide con una tonalità più rauca; l'hard rock che subentra è
robusto e contiene coretti, note cupe e passaggi appassionati.
L'apertura di Getch ya è di puro blues!, che poi resta
presente nelle fasi hard rock alquanto pazzoidi, impreziosite da un
paio di assoli, uno lento l'altro tagliente. Un melodico arpeggio e
un'altrettanto melodica linea vocale: Hold on è la
bella e calda ballad del platter!
Il tifo da arena non so se è solo un effetto aggiunto in studio o
siamo realmente dinanzi ad una traccia live: sta di fatto che
I take power è molto focosa nella prestazione del vocalist,
per il resto presenta il solito hard rock con coretti ed assolo. Il
pubblico (o finto tale) alla fine dei 4:37 acclama per questa song.
Molto old-school è il sound, particolarmente nella prima chitarra,
di Gotta let go dove il cantato di Scott è molto
acuto. Completamente diversa è la traccia che segue, You got
me, dove riff effettati e voce vellutata solo dopo molti
secondi lasciano il palcoscenico all'hard rock ricco ancora di cori
ma dove sono presenti anche note cupe e riff granitici. Rocciosa è
anche All I need, almeno nella prima parte dato che
poi si riadegua ben presto allo stile dell'album. L'inizio della
finale Don't go è soffuso ma poi l'hard rock che vi
troviamo è passionale e viscerale, robusto e vario: la perla del Cd
non cercatela altrove. Se amate la band di riferimento e siete white metallers non
esitate un secondo a procurarvi questo bel lavoro degli X-Sinner,
ne rimarrete piacevolmente sorpresi.
Vaake |