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Gli Zao sono una delle poche band che hanno
lasciato il segno nella scena underground in modo così vitale, così
potente e così autentico, al punto da diventare una vera e propria pietra
miliare per moltissime band metalcore. Forse anche il fatto che siano
usciti dall'ambiente rurale della Pennsylvania e abbiano un nome così
strano contribuisce a farli essere una band davvero unica. Sono stati
dei pionieri del movimento metal cristiano (anche se dagli album che hanno
seguito "The Funeral Of God" non sono più da considerarsi tali) e della musica vista come impegno sociale.
"(Self-Titled)" è un ottimo lavoro, guarnito dai contenuti narrati in maniera
ermetica, non certo una novità per chiunque conosca la poetica di Weyandt. 5 years winter apre con un pesante riff di chitarra
accompagnato da percussioni quasi thrash metal; ottimo lo screaming di Dan Weyandt. La canzone chiude sfumando e segue la strumentale
Alive is death, caratterizzata da un ottimo riff in accompagnamento a quello
principale che dà quell'atmosfera emotional metalcore come solo gli Zao
sanno fare. Chiude una parte melodica con il piano che si
integra perfettamente. A tool to scream dopo un inizio calmo e
leggero mostra tutta la potenza degli Zao grazie all'uso
combinato di doppio pedale, possenti riff di chitarra accompagnati dai
colpi di basso e uno scream sempre ad alti livelli. Witchunter
apre con un ottimo riff d'acustica e segue in maniera violenta e
aggressiva come anche Trashcanhands
e The race of standing still, sempre grazie all'uso
sapiente di doppia pedaliera e chitarra. Con FJL abbiamo la possibilità di riprendere il
fiato in quanto lo screaming viene temporaneamente messo da parte
in favore del clean. The end of this world riprende lo stile
aggressivo e hardcore. The dreams that don't come true, leggermente
più malinconica e meno aggressiva, ci lascia trasportare in un vero e
proprio sogno. Ottimi gli intermezzi melodici. Chiude il disco At
zero
(Simeon Simmons): una sprizzata di energia e di metalcore puro.
Tirando le somme "(Self-Titled)" è un ottimo disco, da
ascoltare tutto di un fiato per farsi trasportare a fondo dall'energia e
dalla potenza di quest'ottima band, che darà il meglio di sé in "The
Funeral Of God".
Francesco Pellegrino
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