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Gli Zao sono una delle band di punta del
metalcore, e una di quelle band che sono cresciute nella grande Solid
State e che hanno lasciato il segno nella storia del christian metal.
Per chi non avesse mai sentito parlare di Weyandt e compagni bisogna
dire che quasi tutta la loro musica prende a piene mani dal death più
crudo e brutale ed è agghindata con influenze hardcore: un mix davvero
ben riuscito dato che gli Zao sono diventati proprio i pionieri
del metalcore nudo e crudo, ma anche della scena cristiana.
"Liberate Te Ex Inferis (Save Yourself From Hell)"
è composto nello stile classico degli Zao: sonorità apocalittiche
accompagnate da stacchi epici melodici e fiere cavalcate chitarristiche.
Il nome del disco parla da sé: "Salvati dall'inferno". E quale metodo
migliore per parlare di inferno e salvezza se non usando Dante?. Già, la
trovata geniale sta nel fatto che le track del disco sono state
raggruppate in cinque gruppi, i primi cinque gironi dell'Inferno, che
contengono ognuno due canzoni. Partiamo dal primo, "il Limbo" nel quale
ci sono l'Intro, cupa e melodica allo stesso tempo,
esplode nell'ultima parte, e Savannah: chitarre hardcore,
ottimi fill di batteria, soprattutto all'inizio, e il solito screaming
di Weyandt. Proseguiamo e entriamo nel secondo girone, "i Lussuriosi".
Autopsy è un vero capolavoro, sia per il possente e
continuo screaming, sia per i riff delle due chitarre che si intrecciano
alla perfezione creando un'armonia perfetta. If these scars colud
speak apre con un riff d'acustica accompagnato dalle
percussioni: dopo trenta secondi di "tranquillità" parte la track vera e
propria, ma la chitarra acustica continua ad essere presente negli
intermezzi. Passiamo al terzo girone, "i Golosi", dove troviamo
The ghost psalm e Desire the end. La prima,
rispetto alle precedenti, è un po' più confusa e si sente troppo il
ridondante utilizzo di un ritmo troppo abusato. La seconda lascia
impressi soprattutto i riff armonizzati delle due chitarre, molto
importanti per fare metalcore ad alti livelli, e utilizzati in maniera
impeccabile dagli Zao. Altra caratteristica importante in questa
song è l'utilizzo del clean nelle parti melodiche.
Il quarto girone, "gli Avari e i Prodighi",
contiene Dark cold sound, che come si può già intendere
dal titolo è caratterizzata da suoni cupi e massicci, ma mai ripetitivi
e confusi; l'altra traccia è Skin like winter, molto
simile per caratteristiche alla precedente, ma penalizzata da uno
screaming un po' più confusionario e distorto, che non conferisce alla
song la profondità che dovrebbe avere. Concludiamo con il quinto
cerchio, quello degli "Iracondi", all'interno del quale ci sono
Kathleen Barbra, che alterna sound pesante e scream cupi a
intermezzi melodici e cantato in clean, e la conclusiva Man in
cage Jack Wilson, interamente strumentale. In sottofondo
possiamo sentire delle urla di dannati mentre il sound principale è
costituito da basso e batteria. In sostanza, "Liberate Te Ex Inferis" è un
ottimo disco, da ascoltare più volte, soprattutto se si sta scoprendo
questo genere, per capirne a fondo tutte le sfaccettature e apprezzarlo
al meglio.
Francesco Pellegrino
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