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ZAO
Liberate Te Ex Inferis
metalcore
1999 - Solid State Records
(USA)
www.myspace.com/zao

 

Gli Zao sono una delle band di punta del metalcore, e una di quelle band che sono cresciute nella grande Solid State e che hanno lasciato il segno nella storia del christian metal. Per chi non avesse mai sentito parlare di Weyandt e compagni bisogna dire che quasi tutta la loro musica prende a piene mani dal death più crudo e brutale ed è agghindata con influenze hardcore: un mix davvero ben riuscito dato che gli Zao sono diventati proprio i pionieri del metalcore nudo e crudo, ma anche della scena cristiana.

"Liberate Te Ex Inferis (Save Yourself From Hell)" è composto nello stile classico degli Zao: sonorità apocalittiche accompagnate da stacchi epici melodici e fiere cavalcate chitarristiche. Il nome del disco parla da sé: "Salvati dall'inferno". E quale metodo migliore per parlare di inferno e salvezza se non usando Dante?. Già, la trovata geniale sta nel fatto che le track del disco sono state raggruppate in cinque gruppi, i primi cinque gironi dell'Inferno, che contengono ognuno due canzoni. Partiamo dal primo, "il Limbo" nel quale ci sono l'Intro, cupa e melodica allo stesso tempo, esplode nell'ultima parte, e Savannah: chitarre hardcore, ottimi fill di batteria, soprattutto all'inizio, e il solito screaming di Weyandt. Proseguiamo e entriamo nel secondo girone, "i Lussuriosi". Autopsy è un vero capolavoro, sia per il possente e continuo screaming, sia per i riff delle due chitarre che si intrecciano alla perfezione creando un'armonia perfetta. If these scars colud speak apre con un riff d'acustica accompagnato dalle percussioni: dopo trenta secondi di "tranquillità" parte la track vera e propria, ma la chitarra acustica continua ad essere presente negli intermezzi. Passiamo al terzo girone, "i Golosi", dove troviamo The ghost psalm e Desire the end. La prima, rispetto alle precedenti, è un po' più confusa e si sente troppo il ridondante utilizzo di un ritmo troppo abusato. La seconda lascia impressi soprattutto i riff armonizzati delle due chitarre, molto importanti per fare metalcore ad alti livelli, e utilizzati in maniera impeccabile dagli Zao. Altra caratteristica importante in questa song è l'utilizzo del clean nelle parti melodiche.

Il quarto girone, "gli Avari e i Prodighi", contiene Dark cold sound, che come si può già intendere dal titolo è caratterizzata da suoni cupi e massicci, ma mai ripetitivi e confusi; l'altra traccia è Skin like winter, molto simile per caratteristiche alla precedente, ma penalizzata da uno screaming un po' più confusionario e distorto, che non conferisce alla song la profondità che dovrebbe avere. Concludiamo con il quinto cerchio, quello degli "Iracondi", all'interno del quale ci sono Kathleen Barbra, che alterna sound pesante e scream cupi a intermezzi melodici e cantato in clean, e la conclusiva Man in cage Jack Wilson, interamente strumentale. In sottofondo possiamo sentire delle urla di dannati mentre il sound principale è costituito da basso e batteria. In sostanza, "Liberate Te Ex Inferis" è un ottimo disco, da ascoltare più volte, soprattutto se si sta scoprendo questo genere, per capirne a fondo tutte le sfaccettature e apprezzarlo al meglio.

Francesco Pellegrino

VOTO

89

 

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