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ZAO
Liberate Te Ex Inferis
 
ZAO
(Self-Titled)
 
ZAO
Parade Of Chaos
 
ZAO
All Else Failed
 
ZAO
The Funeral Of God
 
 

 

ZAO
Where Blood And Fire Bring Rest
metalcore
1998 - Tooth & Nail Records
(USA)
www.myspace.com/zao

 

Inizio questa recensione dicendo che io non so cosa siano gli Zao. Per me gli Zao sono come una scienza di cui non ho per niente conoscenza, come il greco, o l’aramaico: non ne so niente. Ascoltare questo album è stato come sentire una tesi di psicologia da parte del professore migliore del mondo: la cosa mi interessa, ma è troppo per me. Gli Zao sono così: sono troppo! Con questo terzo full length dimostrano cosa vuol dire la frase "essere troppo avanti per i tempi". Come primo album con il vocalist Dan Weyandt, le aspettative erano leggermente basse… ma come ho già detto, di Zao io ne capisco poco...

"Vediamo un po’ di cos’erano fatti gli Zao" mi sono detto, iniziando ad ascoltare. Le ultime famose parole prima di essere spazzato dall’epica opener Lies of serpents, a river of tears, un'opener migliore non esiste. Scream, urla, sussurri, voci parlate, le vocals in questo brano sono eccezionali! Musicalmente sono all’avanguardia (come sempre del resto), con dei breakdown maestosi e delle chitarre in perenne movimento. Dopo lo shock iniziale si passa a To think of you is to treasure an absent memory, che apre in modo calmo, facendo uso di chitarre acustiche, che poi vengono interrotte dall’entrata delle chitarre elettriche e le vocals in scream. Pezzo caratterizzato da un ritmo trascinante e ipnotico per gli headbangers. Dopo i primi due brani si passerà ad una serie di brani che seguiranno lo stesso stampo esplosivo. Un agglomerato di furia sonora. Da citare sono la epicissima Ravage ritual, un pezzo che narra una battaglia spirituale, descrivendola come battaglia epica, e la furiosa For a fair desire. Per chiudere il disco in bellezza, dopo la stupenda The latter rain, troviamo Violet, una closer che più bella non si può: stupenda melodia suonata su una tastiera quasi clavicembalo. Ottima dopo aver ascoltato qualcosa di cui ho poca comprensione.

Una domanda che mi facevo da parecchio tempo era: "mi piacciono gli Zao?" Ho ascoltato a lungo "The Funeral Of God" e "The Fear Is What Keeps Us Here" e posso dire che quei due lavori mi piacciono abbastanza. Ma i vecchi Zao, quelli di "Liberate Te Ex Inferis", non mi sono mai andati giù. Quando mi è stato proposto di recensire questo album avevo timore di ritrovarmi di fronte a un altro "Liberate..." ma mi sbagliavo. Questo album, anche se vecchiotto, è un validissimo esempio di cosa sia il metalcore puro, anche se con un pizzico di elementi dark. Gli Zao, anche se ne capisco poco di loro, rimarranno il miglior esempio di metalcore da far ascoltare a un ignorante del genere. Non ci sono molte parole per descrivere quest’opera. Tutte le parole che potevo usare le ho già usate. Aggiungo solo che questo album è un must-have per qualsiasi fan del genere.

Christopher Warman

VOTO

92

 

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