|
Inizio questa recensione
dicendo che io non so cosa siano gli Zao. Per me gli Zao sono come una
scienza di cui non ho per niente conoscenza, come il greco, o
l’aramaico: non ne so niente. Ascoltare questo album è stato come
sentire una tesi di psicologia da parte del professore migliore del
mondo: la cosa mi interessa, ma è troppo per me. Gli Zao sono così:
sono troppo! Con questo terzo full length dimostrano cosa vuol
dire la frase "essere troppo avanti per i tempi". Come primo album con
il vocalist Dan Weyandt, le aspettative erano leggermente basse… ma come
ho già detto, di Zao io ne capisco poco...
"Vediamo un po’ di cos’erano fatti gli
Zao" mi sono detto, iniziando ad
ascoltare. Le ultime famose parole prima di essere spazzato dall’epica
opener Lies of serpents, a river of tears, un'opener migliore non
esiste. Scream, urla, sussurri, voci parlate, le vocals in questo brano
sono eccezionali! Musicalmente sono all’avanguardia (come sempre del
resto), con dei breakdown maestosi e delle chitarre in perenne
movimento. Dopo lo shock iniziale si passa a To think of you is to
treasure an absent memory, che apre in modo calmo, facendo uso di
chitarre acustiche, che poi vengono interrotte dall’entrata delle
chitarre elettriche e le vocals in scream. Pezzo caratterizzato da un
ritmo trascinante e ipnotico per gli headbangers. Dopo i primi due brani
si passerà ad una serie di brani che seguiranno lo stesso stampo
esplosivo. Un agglomerato di furia sonora. Da citare sono la epicissima
Ravage ritual, un pezzo che narra una battaglia spirituale,
descrivendola come battaglia epica, e la furiosa For a fair desire.
Per chiudere il disco in bellezza, dopo la stupenda The latter rain,
troviamo Violet, una closer che più bella non si può:
stupenda
melodia suonata su una tastiera quasi clavicembalo. Ottima dopo aver
ascoltato qualcosa di cui ho poca comprensione.
Una domanda che mi facevo da parecchio tempo era: "mi piacciono gli Zao?"
Ho ascoltato a lungo "The Funeral Of God" e "The Fear Is What Keeps Us
Here" e posso dire che quei due lavori mi piacciono abbastanza. Ma i vecchi
Zao,
quelli di "Liberate Te Ex Inferis", non mi sono mai andati giù. Quando
mi è stato proposto di recensire questo album avevo timore di
ritrovarmi di fronte a un altro "Liberate..." ma mi sbagliavo.
Questo album, anche se vecchiotto, è un validissimo esempio di cosa sia il
metalcore puro, anche se con un pizzico di elementi dark. Gli Zao, anche
se ne capisco poco di loro, rimarranno il miglior esempio di metalcore
da far ascoltare a un ignorante del genere. Non ci sono molte parole per
descrivere quest’opera. Tutte le parole che potevo usare le ho già
usate. Aggiungo solo che questo album è un must-have per qualsiasi fan
del genere.
Christopher Warman
|