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Gli Zion sono una di quelle band hard'n'heavy che
negli anni 80 fioccavano come funghi; formati nel 1981 diedero prima
vita a un demo-tape nel 1984 chiamato "Rock For Eternity", per poi
giungere nel 1989 a una completa (e unica nel percorso discografico)
release. "Thunder From The Mountain" presenta un hard'n'heavy classico abbastanza
elaborato nelle strutture, ma pur sempre semplice come stesura melodica;
il mixaggio all'epoca venne affidato a David Zeffiro, famoso per la sua
presenza chitarristica nei Bloodgood e successivamente per la sua carriera
discografica solista, e ciò favorisce sicuramente la presenza di
numerose rifiniture di chitarra, la quale in questo disco fa
assolutamente da padrona; la voce non è al top, senza dubbio potente
sugli acuti e ottima in estensione, ma gli manca quel pathos senza il
quale esce un po' fredda, sguaiata, e privata di calore e passione; del
singer Rex Scott (militerà successivamente nei più famosi X-Sinner) sarà
forse apprezzabile di più il lavoro alla chitarra insieme al secondo
axeman David Moore.
Il disco prevede pezzi interessanti e trascinanti
tipo Who pulls the
strings, Kick in the gates, Roll the rock
(dal ritornello tritaossa) e Less of me; la ballad Help
me inizia decisamente bene e
crea una buona atmosfera sugli arpeggi iniziali, ma nello sviluppo suona
un po' banale, forse avrebbe potuto essere sviluppata meglio; il resto
spicca poco a mio avviso, si hanno pezzi canonici che non risaltano
molto sul resto del lavoro.
Chiude il disco uno pseudo-omaggio alla chitarra di Angous Young (ci
mancava solo il cantato un po' più rauco per illudere l'ascoltatore che a
suonare fossero gli Ac/Dc) dal ritornello molto semplice sia
musicalmente che come lyrics; "Jesus Loves / He loves you" ripetuto
secondo i canoni classici hard rock. He loves you non è quindi un
capolavoro, ma sta di fatto che riesce comunque a chiudere questo disco
donandogli una spintina rocciosa sul finale.
Un buon lavoro questo, ma niente di più, l'hard
rock ha visto sicuramente band migliori a quei tempi, in ogni caso non
si può non apprezzare la copertina che ha epicità da vendere, i nostri
combattono su una montagna contro un dragone alato a colpi di chitarre,
si può dire quindi che sicuramente usano la chitarra per il fine giusto.
Francesco Romeggini
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