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All'interno del fertilissimo filone di christian
band estreme che imperversa in Brasile vanno inseriti anche gli
unblackster Zurisadai, trio autore al momento di questo solo "Symphony
Of The Souls", un Ep autoprodotto di 21 minuti sezionati in cinque
episodi. Chiariamo subito che il prodotto complessivo non va molto oltre
la sufficienza: la passione non manca e le idee ci sarebbero anche, ma
una serie di gravi pecche ne limita in modo determinante la proposta
d'insieme.
Un poco incisivo quanto invece disperso drumming
anticipa in Beyond the lie un black dalle particolarmente
oscure chitarre, ma al contempo melodic-oriented; quando la ritmica
accelera ecco che emerge la seconda grande pecca del lavoro (la prima
era appunto il suono scadentissimo della batteria): non solo il
volenteroso, seppur certo non eccelso, Lord Jeozadoque non dispone della
doppia cassa, ma in realtà non ha neanche il doppio pedale! Viene da sè
che gli stacchi "tirati" facciano un pò tenerezza, però va detto che lo
scream caustico e ruggente di Cabode Jezreel ed alcune soluzioni
armoniche del chitarrista Mesezabel risollevano di netto una situazione
altrimenti critica. Il sound ed il mood di The coming of the
annihilation ricorda "The Return Of The Black Death" dei
maestri Antestor, ma poi la traccia si personalizza ed
impreziosisce di un fascinoso giro chitarristico e si giova di un
drumming relegato in secondo piano... Ombrosa se non tetra è l'apertura
di Triumphing of mercy, che però non rifulge certo in
pulizia di esecuzione: passaggi aspri alternati a bagliori di luce sono
condotti alla sfumata da un lungo screaming. True repayment
è, a sorpresa, sentenziosa nelle percussioni ed intensa e passionale nei
break black, limitati ovviamente dalla irrecuperabile assenza del doppio
pedale; il suono tuttavia appare migliore, per quella che è la migliore
composizione dell'Ep, il quale è chiuso dalla title-track Symphony
of the souls, un mid-tempo semimelodico di una certa
suggestione, esaltato da uno scream graffiante non poco che sfocia in un
chorus di apprezzabile appeal, anche se l'esecuzione è, occorre dire,
sempre zoppicante.
Lyrics cristocentriche ed antisataniche in piena
"filosofia" unblack, la band risulta al momento ancora attiva; ci si può
aspettare quindi un deciso miglioramento, soprattutto nella
registrazione dei suoni, partendo loro da discrete basi tecniche, ma va
detto, tanto per rimanere in terra brasiliana, non aspettatevi dai
nostri, anche in un futuro remoto, i nuovi Divine Symphony; ma
partendo da una bassa aspettativa i Zurisadai si possono anche
apprezzare.
Vaake
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