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ZURISADAI
Symphony Of The Souls   (Ep)
unblack
2002 - Self
(Brasile)
n.d.

 

All'interno del fertilissimo filone di christian band estreme che imperversa in Brasile vanno inseriti anche gli unblackster Zurisadai, trio autore al momento di questo solo "Symphony Of The Souls", un Ep autoprodotto di 21 minuti sezionati in cinque episodi. Chiariamo subito che il prodotto complessivo non va molto oltre la sufficienza: la passione non manca e le idee ci sarebbero anche, ma una serie di gravi pecche ne limita in modo determinante la proposta d'insieme.

Un poco incisivo quanto invece disperso drumming anticipa in Beyond the lie un black dalle particolarmente oscure chitarre, ma al contempo melodic-oriented; quando la ritmica accelera ecco che emerge la seconda grande pecca del lavoro (la prima era appunto il suono scadentissimo della batteria): non solo il volenteroso, seppur certo non eccelso, Lord Jeozadoque non dispone della doppia cassa, ma in realtà non ha neanche il doppio pedale! Viene da sè che gli stacchi "tirati" facciano un pò tenerezza, però va detto che lo scream caustico e ruggente di Cabode Jezreel ed alcune soluzioni armoniche del chitarrista Mesezabel risollevano di netto una situazione altrimenti critica. Il sound ed il mood di The coming of the annihilation ricorda "The Return Of The Black Death" dei maestri Antestor, ma poi la traccia si personalizza ed impreziosisce di un fascinoso giro chitarristico e si giova di un drumming relegato in secondo piano... Ombrosa se non tetra è l'apertura di Triumphing of mercy, che però non rifulge certo in pulizia di esecuzione: passaggi aspri alternati a bagliori di luce sono condotti alla sfumata da un lungo screaming. True repayment è, a sorpresa, sentenziosa nelle percussioni ed intensa e passionale nei break black, limitati ovviamente dalla irrecuperabile assenza del doppio pedale; il suono tuttavia appare migliore, per quella che è la migliore composizione dell'Ep, il quale è chiuso dalla title-track Symphony of the souls, un mid-tempo semimelodico di una certa suggestione, esaltato da uno scream graffiante non poco che sfocia in un chorus di apprezzabile appeal, anche se l'esecuzione è, occorre dire, sempre zoppicante.  

Lyrics cristocentriche ed antisataniche in piena "filosofia" unblack, la band risulta al momento ancora attiva; ci si può aspettare quindi un deciso miglioramento, soprattutto nella registrazione dei suoni, partendo loro da discrete basi tecniche, ma va detto, tanto per rimanere in terra brasiliana, non aspettatevi dai nostri, anche in un futuro remoto, i nuovi Divine Symphony; ma partendo da una bassa aspettativa i Zurisadai si possono anche apprezzare.

Vaake

VOTO

62

 

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